Parco delle cascate di Molina: una gita fuori porta per tutta la famiglia

Parco delle cascate di Molina: una gita fuori porta per tutta la famiglia

Ho visitato il Parco delle cascate di Molina alcuni giorni fa e l’ho trovato meraviglioso. In questo articolo voglio raccontarti la mia esperienza nel Parco e voglio fornirti alcune indicazioni utili per aiutarti a esplorare in autonomia il borgo di Molina e le bellissime cascate.

 

parco delle cascate di molina

 

Come arrivare al Parco delle cascate di Molina


Prima di partire per il Parco delle cascate di Molina ho consultato il web per capire cosa mi aspettava. Ho esplorato il Parco con un amico che c’era già stato in passato, quindi andavo sul sicuro. Trovo però che sia sempre bello partire con una certa consapevolezza del luogo o del territorio che ci si appresta a visitare. Quindi ho letto alcune recensioni e ho visto le immagini di altri escursionisti che mi hanno preceduto. Prometteva bene.

Molina si trova in provincia di Verona ed è una frazione del Comune di Fumane. Il borgo di Molina, dove troverai l’entrata del Parco delle cascate, è posizionato lungo la strada che unisce Fumane a Breonio.

Siamo arrivati al parcheggio del Parco delle cascate di Molina in mattinata a bordo di un’auto, ma ho notato intorno a me tantissimi camper. Ho scoperto infatti che molti turisti raggiungono Verona in camper e poi ne approfittano per fare una gita giornaliera al Parco delle cascate di Molina.

Da Verona partono anche alcuni autobus che effettuano delle day trips organizzate. Da Verona Nord a Molina il tempo di percorrenza in condizioni di traffico regolare è di circa 40-50 minuti.

Ci troviamo vicino all’altopiano dei Monti Lessini e all’omonimo Parco Regionale Naturale della Lessinia, quasi a confine col Trentino. Il Parco delle Cascate di Molina non è molto in alto, siamo sotto i 600 m s.l.m., il parcheggio si raggiunge con qualsiasi auto senza grossi problemi.

 

IMG_0500a

Foto credit: Filippo Grossato. Tutti i diritti riservati.

 

Quando visitare il Parco delle cascate di Molina


Ci sono stato a luglio e ti garantisco che c’era parecchia gente, soprattutto famiglie. Bambini che correvano festanti da tutte le parti e mamme scompigliate che gli correvano dietro. Effettivamente è un luogo adatto a tutti. Un luogo dove tutta la famiglia può trascorrere una giornata all’aria aperta, esaltandosi alla vista delle cascate e praticando del sano sport nella natura.

Ho parlato con altri escursionisti, habituè del Parco delle cascate di Molina, i quali mi hanno confessato che, fatta eccezione per luglio e agosto, non ci sono mai moltissime persone.

Ti consiglio quindi di prediligere la primavera per visitare il Parco delle Cascate di Molina; anche l’autunno dicono che non sia male come periodo, fai però sempre attenzione al meteo. I temporali sono frequenti e possono essere persistenti, rendendo i percorsi poco praticabili e scivolosi.

In inverno il Parco non è aperto tutti i giorni, causa neve e nebbia, quindi se intendi raggiungerlo in questo periodo dell’anno consulta prima della partenza gli orari di visita.

Qualsiasi periodo dell’anno tu decida di scegliere, l’abbigliamento consigliato è a strati (anche detto a cipolla) e scarpe da trekking. In alternativa, come nel mio caso, scegli scarpe comode da running. Evita assolutamente sandali, tacchi, ciabatte e mocassini. Ho visto gente stramazzare al suolo perché indossava bellissime infradito colorate.

 

Mappa Parco cascate molina

Immagine presa dal sito web del Parco: www.parcodellecascate.it

 

Il Borgo di Molina


Il borgo di Molina trae le sue origini (anche toponomastiche) dalla presenza di 18 mulini, che sommati a quelli di Fumane diventano 25.

Oggi molti di questi mulini sono dismessi, altri invece, come il Mulino di Lorenzo, sono visitabili nel periodo estivo (solo la domenica). Quando l’ho visitato ho trovato molto interessante la storia dei cicli produttivi.

I mulini funzionavano grazie alla forza idraulica e le macine, nella maggior parte dei casi, erano per il frumento e per il granoturco. Nei mulini si producevano polenta e farina (macinate a pietra), divise dalla crusca, che unita al siero del formaggio, veniva utilizzata come foraggio per gli animali.

Non sapevo però che contemporaneamente alla produzione alimentare, i mulini erano utili alla lavorazione dei tessuti, alla produzione di olio di noci per le lucerne e, in campo siderurgico, alla produzione di oggetti metallici.

Tutti i mulini di cui rimangono tracce visibili risalgono al Settecento (Carta di Domenico Piccoli del 1735), ma gli storici riportano notizie anche di altri mulini ormai scomparsi, il più antico dei quali risale al Duecento.

Il borgo di Molina invece è un grazioso paesino in pietra con tetti in argillo-scisto, tipici dei centri storici di questo fantastico territorio. Ci sono diversi hotel e B&b a conduzione familiare, ideali se hai intenzione di pernottare una o più notti ed esplorare meglio tutto il territorio. Inoltre lungo gli stretti vicoli ci sono anche piccoli venditori di prodotti tipici, come il tartufo, il miele e il formaggio.

Centro di raccolta di Molina è la Chiesa parrocchiale di Sant’Urbano, costruita ai primi del Novecento. Più antico è invece il campanile adiacente, costruito in pietra locale della Lessinia.

Accanto al campanile di Molina trovi il Museo botanico, uno dei sette musei del Sistema museale della comunità della Lessinia. Espone una enorme varietà di specie floreali della Lessinia e della Valpolicella. Ideale per completare il percorso di conoscenza del territorio.

Il Parco delle cascate di Molina fu pensato dal geologo Giuseppe Perin, che rimase colpito dall’unicità delle cascate e della natura circostante. Fu lui a proporre alle autorità amministrative la costituzione del Parco. Gli abitanti di Molina, riconoscenti, ricordano il professore con una stele nella piazza della Chiesa di Sant’Urbano.

Oggi il Parco delle cascate di Molina attira ogni anno dai 30mila ai 50mila visitatori. E dà lavoro a molti molinesi.

 

IMG_0623

Foto credit: Filippo Grossato. Tutti i diritti riservati.

 

I percorsi delle cascate di Molina


Ci sono tre percorsi che puoi seguire. Niente di impossibile. Puoi riuscire a terminare il più difficile anche se non hai alle spalle anni di trekking alpino.

Il primo percorso, il più semplice, è contrassegnato dalle indicazioni verdi. La durata indicata nella mappa del Parco delle cascate di Molina è di circa mezz’ora, ma considera che le tempistiche si riferiscono solo al tempo che dedicheresti al percorso camminando con i paraocchi. Le tempistiche sono relative, questi luoghi vanno esplorati lentamente.

Guarda, osserva, esplora. E poi ci sono le cascate, le vere protagoniste del Parco di Molina. Cammina lentamente e fatti incuriosire da ogni singolo dettaglio della natura.

Dicevamo, il percorso verde è il più semplice. All’ingresso prendi una mappa del Parco, troverai lì tutte le indicazioni utili per seguire questo itinerario.

Il secondo percorso è quello rosso (tempistica ufficiale: 1 ora), non molto distante, a mio parere, dal terzo percorso, quello nero (tempistica ufficiale: 2 ore).

Io ho seguito quello nero e ci ho impiegato 5 ore. Considerando tutte le soste alle cascate e il tempo necessario per togliere le scarpe, immergere i piedi nell’acqua gelida e rimetterle per evitare di proseguire scalzo, diciamo che 5 ore ci stanno tutte.

Tra le tappe degli itinerari ho trovato anche delle grotte preistoriche risistemate dagli archeologi. Molto suggestive, mi hanno permesso di capire e immaginare come potessero essere le abitazioni in grotta e come millenni fa l’uomo e le donne potessero vivere immersi in un paesaggio incontaminato.

Le cascate poi sono splendide. Starei per ore a osservare l’acqua sgorgare e cadere nelle pozze. Un momento rilassante, terapeutico. Passeggiare con il sottofondo continuo e costante del rumore dell’acqua toglie dalla mente qualsiasi pensiero. Lo stress pian piano si scioglie sotto i colpi sferzanti della natura. Più rallenti, più velocizzi il processo di immersione in uno stato di quiete mentale.

Quasi alla fine del percorso nero ho trovato l’attrazione più attesa di tutto il percorso: l’altalena delle cascate di Molina. Un’altalena sospesa in aria e tenuta da corde di metallo, che a pelo d’acqua ti permette di raggiungere la roccia fin quasi a baciarla. Da provare.

Terminato il percorso mi sono ritrovato ai tornelli d’ingresso. Dietro di me c’era la mia compagna di vita e di avventure, che mi ha detto: “forse nella Preistoria non si stava poi così male”. Ci ho riflettuto un attimo prima di rispondere.

Se consideriamo che noi, uomini e donne contemporanee, stiamo perdendo l’autentico contatto con la natura; se consideriamo che mio cugino che vive a Milano quando è venuto al mare in Puglia mi ha confessato che non vedeva una spiaggia da anni; se consideriamo che il cemento continua a soffocare gli spazi verdi… Forse sì, per certi versi, nella Preistoria non si stava poi così male.

La semplicità di una passeggiata nella natura o di una traversata a piedi nudi nelle acque di sorgente, sono momenti tanto banali che molti, moltissimi, sottovalutano, perché presi da cose ben più importanti, secondo loro.

Le emozioni che mi ha regalato il Parco delle cascate di Molina sono state forti, mi hanno riportato a una dimensione umana che negli ultimi giorni, lavorando per ore e con un trasloco da organizzare, avevo quasi dimenticato.

Un’esperienza che consiglio fortemente a tutti, per iniziare a riprendere contatto con se stessi e con la terra madre.

 

cascate di molina

 

Informazioni utili


Il Parco delle cascate di Molina è aperto tutto l’anno con orari diversi. In questa pagina del sito web ufficiale trovi tutte le indicazioni su orari e prezzi del Parco.

L’ente Parco ha sancito delle norme di comportamento insindacabili, per evitare problemi per te e per gli altri durante l’esplorazione del Parco delle cascate di Molina. Credo che il buon senso sia fondamentale quando si viaggia.

A mio parere le norme più importanti sono le seguenti:

  • Non uscire dai sentieri segnalati;
  • Non abbandonare rifiuti. Tutti i rifiuti devono essere depositati negli appositi contenitori lungo il percorso rispettando la raccolta differenziata;
  • Non accendere fuochi;
  • Evita rumori inutili e rispetta il silenzio del luogo;
  • Non raccogliere o asportare minerali, funghi e piante;
  • Nel Parco è vietato il campeggio libero;
  • È vietato fare il bagno;
  • È permesso l’ingresso ai cani, ma vanno tenuti al guinzaglio e se sono di grossa taglia va utilizzata la museruola.

Tutte le altre norme di comportamento puoi trovarle nel sito web, nell’Ufficio Turistico di Molina o all’ingresso del Parco, nella biglietteria. Il personale del Parco delle cascate di Molina ti saprà fornire tutte le indicazioni di cui necessiti.

 Hai trovato utile questo articolo? Iscriviti alla nostra Newsletter e ricevi tutti gli aggiornamenti del blog prima degli altri.